Il ritorno della barca asburgica

The boat Zora on the river Kupa in a sunny day

La città-fortezza di Palmanova è ben nota a noi di Extinguished Countries e ai nostri zelanti lettori. Ma quanti tra voi sanno che, circa 300 km più ad est, esiste un’altra città dalla pianta a stella? Una città che per sei volte ha subito l’attacco dell’Impero Ottomano, e per altrettante volte è riuscita a respingerlo? Parliamo di Karlovac, o Carlstadt com’era conosciuta all’epoca della sua fondazione. Questa roccaforte dalle sei punte fu eretta per volere dell’arciduca Karl von Habsburg (1540 – 1590), che, per proteggere Vienna dall’assedio dei Turchi, decise di rafforzare con la sua costruzione il confine militare tra l’Impero Asburgico e quello Ottomano (la cosiddetta Militärgrenze).

The city-fortress of Karlovac from above, sepia colors

I lavori furono ultimati il 13 luglio 1579, data di nascita della città di Karlovac.

Adagiata tra il bacino del fiume Kupa (Pokuplje) e l’altopiano di Kordun, questa città raggiunge il suo apogeo il XVIII e il XIX secolo grazie alla sua posizione strategica: Karlovac è infatti attraversata da ben quattro fiumi: la Korana, la Dobra, la Mrežnica e la Kupa.

Per tutto l‘800, la Kupa è solcata quotidianamente dalle imbarcazioni dei mercanti provenienti dall’Europa pannonica e danubiana e Karlovac diviene per loro una tappa obbligata. Lì, la merce abbandona il letto del fiume per spostarsi sulla terraferma: dopo aver navigato lungo il Danubio, la Sava e la Kupa, il carico (molto spesso di grano, sale e legname) deve essere infatti trasferito sulle carrozze per poter continuare il suo viaggio verso il mar Adriatico. Allora era di particolare importanza il frumento, che viaggiava così spesso lungo la Kupa da avere una propria imbarcazione, la Žitna Lađa (barca del grano), che faceva proprio la spola tra Karlovac e i porti situati lungo la Sava e il Danubio.

La Žitna lađa è caduta in disuso col passare dei decenni, colpevoli lo sviluppo delle ferrovie e poi del trasporto su strada, la fine dell’impero asburgico e la nascita di nuovi confini e, più generalmente, l’avvento della modernità. Ma quando sembrava essere completamente sparita da Karlovac, ecco che l’imbarcazione storica rifà capolino, grazie a due amiche: Jasmina Cvetković e Ana Prepolec Padežanin, che qualche anno fa hanno riportato in vita una Žitna lađa in legno lunga 25 metri. Questa è la loro storia.

Originarie entrambe dell’area di Karlovac, Jasmina e Ana hanno completato gli studi a Zagabria, prima di tornare nella loro città natale decise ad inventarsi un lavoro per potervi restare. L’idea di ricreare l’imbarcazione del grano nasce nel 2008, con lo scopo duplice di rivitalizzare il patrimonio dell’area e creare una nuova attrazione turistica. Fin da subito le due donne coinvolgono l’etnologa Nikolina Belančić Arki, curatrice al museo cittadino di Karlovac, per individuare la giusta imbarcazione da ricostruire. Nel frattempo, cercano aiuto e collaborazioni presso gli enti locali.

La svolta arriva nel 2013, quando il progetto «La strada del grano, Kupa-Sava», dal valore di più di 650mila euro, è finanziato dall’Unione europea, comprendendo non solo la ricostruzione di una Žitna Lađa, ma anche la realizzazione di oltre 2000 km di piste ciclabili, il design e la produzione di mappe, e molte altre attività pensate per il rilancio turistico della Croazia centrale e della Bosnia settentrionale. Quattro anni dopo, nel 2017, la Zora (perché ogni imbarcazione che si rispetti ha un suo nome) salpa finalmente le acque della Kupa.

The boat Zora on the river Kupa probably in autumn, reflection of the branches in the water

Oggi, questa barca del grano continua a portare i turisti attraverso un passato poco conosciuto, e le cose vanno sempre meglio, come mi racconta Jasmina Cvetković, una delle fondatrici del progetto.

Jasmina, cosa è cambiato in questi sei anni, da quando la Zora è salpata per la prima volta?

Rispetto al 2017 le visite sulla nostra Zitna Lada sono aumentate del 20% ogni anno, e noi non potremmo esserne più felici! Abbiamo contribuito a rivitalizzare l’area rurale intorno alla Kupa, e ora turisti da tutta la Croazia vengono qui per vivere quest’esperienza unica.

Per il momento la maggior parte dei viaggiatori sulla Zora sono croati. Le cose potrebbero cambiare in futuro?

Sì. Per ora Karlovac è ancora una città di passaggio, non viene ancora riconosciuta come una vera e propria destinazione turistica. Tanti sforzi però sono stati fatti per cambiare la situazione; l’acquario di acqua dolce viene migliorato ogni anno, e proprio tra qualche giorno aprirà finalmente il Nikola Tesla Experience Center. Tesla visse a Karlovac durante gli anni del liceo, e ora sarà possibile visitare la casa dove visse e dove fece i suoi primi esperimenti. Queste due attrazioni, insieme al tour sulle Kupa a bordo della Zora, renderanno Karlovac una meta turistica unica nel suo genere!

Noi appassionati di storia e di Asburgo conosciamo bene la storia di Karlovac, ma quanti tra i turisti la scoprono solo una volta imbarcati sulla Zora?

Molti turisti non sanno che Karlovac è stata costruita nel XVI secolo come difesa contro gli Ottomani, e durante i nostri tour scoprono di come anche i Romani navigassero sulla Kupa, o ancora di come gli Ottomani non riuscirono mai a conquistare Karlovac grazie ai profondi fossati da cui era circondata, che potevano essere facilmente riempiti con l’acqua dei vicini fiumi Kupa e Korana.

Dall’inizio dei tour, qual è stato l’ostacolo più grande che avete dovuto affrontare?

La sfida più grande che abbiamo affrontato è stata sicuramente la costruzione della barca, ma una volta conclusasi è stato altrettanto difficile trovare un capitano che potesse condurla su un fiume dell’entroterra. Erano più di 200 anni che in questa zona non si vedeva un’imbarcazione così grande, che trasporta 60 persone e misura 25 metri di lunghezza. Inoltre, in Croazia, solo 10 capitani hanno questo tipo di licenza!

The boat Zora on the river Kupa in a sunny day

Uno di loro, Ivica Spelic, dopo anni all’estero è tornato in Croazia ad aiutarci prima di andare in pensione. periamo di ottenere le licenze necessarie prima che venga quel momento! Ora, inoltre, stiamo cercando anche di conquistare un pubblico internazionale.

Come pensate di attirare i turisti stranieri?

Ad esempio, vorremmo offrire più scelta di cibo e bevande; siamo ospitati in un piccolo porticciolo che diventa ogni anno più affollato! Spesso i turisti vorrebbero bersi un caffè (o una birra) mentre ammirano il panorama riflesso nelle acque della Kupa, e noi vogliamo assicurarci di avere ciò che la gente cerca. Speriamo di ottenere altri finanziamenti dall’UE per realizzare una bella area di balneazione, e vorremmo anche costruire dei campeggi per chi ha bisogno di un posto dove dormire.

Ho realizzato quest’intervista durante un fine settimana, quando Jasmina era impegnatissima tra i tanti tour con la Zora, per cui non volevo trattenerla oltre, ma non ho potuto non farle un’ultima domanda.

Gli abitanti di Karlovac e della zona, come ricordano l’Impero asburgico? Con nostalgia, indifferenza o rancore?

L’intera città di Karlovac è un’eredità dell’Impero, e data la sua rilevanza per il patrimonio culturale della Croazia, si sta cercando di farla divenire patrimonio dell’UNESCO. e l’identità della città sono nate e fiorite proprio sotto gli Asburgo, quindi in quest’area l’Impero è ricordato con piacere!

Aurora River Experience logo, light blue letters with a wave, boat and sun drawing

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